Ufo e Alieni: Visitatori Intergalattici?

 

L’ipotesi diffusa che gli “alieni” che abitano gli UFO siano visitatori da un’altra galassia,  abituati a viaggi di routine di milioni di miglia per brevi apparizioni nei nostri cieli, è stata da sempre messa in dubbio dagli studiosi più accreditati. La loro tipica obiezione sulla teoria del “viaggiatore intergalattico” deriva dalla semplice applicazione di assunti base dell’astrofisica. Viaggiare a milioni di miglia per giorno, anche da una stella relativamente vicina come Alpha Centauri, significherebbe intraprendere un viaggio di 70,000 anni. E soprattutto dove sarebbero questi UFO nel frattempo, tra un incontro e l’altro? E perché non li avvistiamo durante il viaggio?

Le perplessità che si incontrano ragionando sui viaggi spaziali sono le limitazioni derivanti dalla velocità della luce e dell’enorme quantità di energia che questi spostamenti richiedono.Per questo sono state avanzate soluzioni alternative, come quella dei “Wormholes”.

Sottigliezze matematiche nella fisica teorica hanno suggerito la possibilità di sfruttare le deformazioni nelle quattro dimensioni spazio-tempo che sono conosciute come wormholes. Un wormhole è una scorciatoia attraverso lo spazio e il tempo. 

Quando Charles L. Dogson, mentre insegnava matematica a Oxford, sotto il nome di “Lewis Carroll” faceva muovere Alice attraverso lo specchio, o nella tana del coniglio egli esplorava proprio il concetto di wormhole, ossia di viaggio nello spazio e nel tempo.

Ci sono ricercatori convinti che – almeno in teoria – i viaggi nel tempo siano per questo possibili. Nel 1988 Kit Thorne e Michael Morris del California Institute of Technology e Ulvi Yurtsever dell’Università del Michigan suggerirono che sei i wormholes potevano collegare regioni esistenti in diversi periodi di tempo, allora sarebbe stata possibile attraverso di essi, una forma di viaggio nel tempo.