Fenomeni Paranormali e Spiritismo: Le Visioni in Punto di Morte

Le visioni in punto di morte, o deathbed apparitions, sono quelle apparizioni che raffigurano parenti defunti, figure mitologiche , religiose o visioni dell’aldilà. Le visioni in punto di morte condividono tutte caratteristiche comuni che oltrepassano tutti i limiti raziali, culturali, religiosi, di educazione, di età e classe sociale. L’importanza di queste apparizioni è che sono uno dei punti di forza delle teorie sull’esistenza della vita dopo la morte.

Le visioni in punto di morte sono riportate in biografie e documenti di tutte i tempi, e sono state oggetto di ricerca scientifica negli ultimi anni. Il primo studio sistematico del fenomeno è stato condotto nei primi anni del 20esimo secolo da Sir William Barrett, un importante professore di fisica e ricercatore psichico. L’interesse di Barrett per questo tipo di apparizioni nacque nel 1924, quando sua moglie, specializzata in chirurgia ostetrica, gli raccontò di una sua paziente che, prima di morire, dichiarò di aver visto di un posto incredibilmente bello, nel quale il padre e la sorella morti la attendevano. Le visioni erano reali, vivide per la paziente, tanto da farla sentire in uno stato di profonda rilassatezza e gioia nonostante il dolore. Quando le infermiere le mostrarono il bambino appena nato, sperando che potesse per lei rappresentare un motivo per non lasciarsi andare lei disse “mi dispiace, non posso rimanere. Se aveste visto quello che sto vedendo ora, capireste che non posso proprio restare”.
Quello che colpì maggiormente Barrett fu il fatto che la donna non era assolutamente a conoscenza della morte della sorella, avvenuta appena tre settimane prima, ma nonostante questo ella dichiarò di vederla affianco al padre morto, in quel posto meraviglioso.

Diverse decine di anni dopo, Karlis Osis, il direttore della Fondazione per la Parapsicologia, raccolse dettagliate informazioni da medici e infermiere su migliaia di casi di morte e morte-apparente avvenuti negli Stati Uniti ed in India. Di questi casi, oltre 1000 vennero esaminati in dettaglio. Le conclusioni della ricerca confermarono in pieno gli studi di Barrett.

Le visioni in punto di morte si manifestano a coloro che hanno una morte lenta, graduale a seguito ad esempio di malattia o ferite gravi. La maggioranza delle visioni sono di defunti, spesso dall’aura luminosa o vestiti di bianco, o esseri immersi nella luce identificati come figure religiose o della mitologia. Le apparizioni di defunti sono spesso quelle di familiari stretti, come genitori, figli, mariti o mogli. Apparentemente la funzione di queste apparizioni – dette appunto “visioni della partenza” – è di accompagnare o invitare il morente ad andare con loro, in una sorta di assitenza alla transizione verso la morte. La risposta della maggior parte dei morenti è di gioia e volontà di andare, specialmente quando la persona è molto credente. E’ importante segnalare però che le visioni in punto di morte appaiono in egual misura a coloro che sono credenti e a coloro che non lo sono. Se il paziente è molto sofferente, la visione ha una fortissima funzione di rilassamento, calmando il dolore.

Quando la visione appare, il paziente è generalmente cosciente di quello che fisicamente accade intorno a lui. I presenti, tranne in rarissime occasioni, non sono invece in grado di partecipare e/o vedere le apparizioni. Un terzo delle visioni è di tipo totale, ossia “l’altro mondo” è vissuto come reale e oggettivo. Le descrizioni più frequenti sono di giardini infiniti di meravigliosa bellezza. Molti vedono anche porte, ponti, fiumi e barche. Indipendentemente dal tipo di immagine, la visione risplende sempre di colori intensi e vividi ed è immersa nella luce del giorno.
Karlis Osis nella sua ricerca ha incontrato un solo caso di una donna che dichiarava di avere visione di un posto orribile, simile all’inferno nel quale temeva sarebbe stata punita per i suoi peccati.

La maggior parte delle visioni in punto di morte non supera i cinque minuti di durata. Le visioni in genere si presentano pochi minuti prima che il paziente muoia, il 76% entro i dieci minuti dalle apparizioni. In alcuni casi, una o più visioni sono state riscontrate nello stesso paziente a distanza di giorni, come se avessero la funzione di preannunciare l’appuntamento con la morte entro un breve tempo. Le apparizioni sembrano non avere nesso con le condizioni fisiche del paziente. Coloro che sembravano ristabilirsi, ma che avevano avuto una visione, cadevano improvvisamente in stati irrecuperabili come il coma e poi morivano.

Nel tempo si è cercato di attribuire spiegazioni a queste visioni in punto di morte, in modo da ricondurle a cause naturali. Droghe, stati febbrili, allucinazioni, mancanza di ossigeno al cervello, sono state proposte come possibili origini del fenomeno. Mentre però tutti questi fattori possono essere causa di allucinazioni, è anche vero che queste allucinazioni hanno a che fare con il presente del paziente, non con argomenti relativi all’aldilà. Secondo lo studio di Osis, le visioni in punto di morte si verificano su pazienti assolutamente e pienamente coscienti. Alterazioni dovute a farmaci non creano visioni reali, ma mutazioni distorte della realtà.
Inoltre queste visioni non possono neanche essere definite come “volontarie”, cioè costruite sulla volontà inconscia del paziente. In molti casi, infatti, le apparizioni in punto di morte si sono annunciate anche a persone che desideravano continuare a vivere e a guarire.

Le visioni in punto di morte, in conclusione, sono fondamentali in quanto dimostrano che la transizione verso la morte non deve essere vissuta con paura, ma come uno stupendo rito di passaggio.