Fenomeni Paranormali e Spiritismo: Gli Oggetti Posseduti

Gli oggetti definiti “posseduti” sono quelli che, a causa di un legame con gli spiriti, provocano fastidi a chi li possiede. Gli oggetti posseduti possono essere di qualsiasi tipo: vestiti, gioielli, mobili, dipinti, fotografie, pietre e così via. Il termine tecnico per questi oggetti è “possessed possessions” , vocabolo coniato da Ed Okonowicz, un ricercatore che per primo scrisse dei libri sull’argomento.

L’abilità degli spiriti di penetrare all’interno di questi oggetti particolari è ben conosciuta dal mondo della magia. Durante i riti magici, infatti, gli oggetti possono essere ad esempio maledetti o dotati di poteri particolari. Allo stesso modo gli spiriti possono essere accasati, contenuti o anche imprigionati dentro particolari oggetti. La “liberazione” di spiriti malvagi da oggetti antichi è una tematica cara anche al folklore ed alla mitologia di molti paesi del mondo.

Secondo la disciplina della Psicometria, gli oggetti possono acquisire “l’essenza” di chi li ha posseduti. Persone psichicamente sensitive sono in grado di visualizzare immagini mentali dei proprietari di un oggetto anche solo sfiorandolo con le mani.

Se il possessore di un oggetto muore di morte violenta o improvvisa, potrebbe crearsi un legame con quegli oggetti che ha particolarmente amato in vita. Questi oggetti, poi, potrebbero restare “inattivi” fino a quando non vengono portati in determinati posti collegati con la morte. Ad esempio, un oggetto potrebbe rimanere “dormiente” per anni all’interno di un negozio di antiquariato, per poi riacquisire energia una volta spostato in un luogo particolare. Le energie del posto, unite ad una eventuale sensibilità psichica del nuovo possessore sono in genere i fattori che determinano il risveglio del legame tra l’oggetto e lo spirito.

Gli investigatori paranormali vengono spesso consultati da persone che sono venute in possesso di oggetti, spesso di seconda mano, che diventano “problematici”. In particolare le bambole sembrano essere molto suscettibili ai legami con gli spiriti. Questo tipo di oggetti, una volta portati in casa, possono scatenare fenomeni poltergeist, apparizioni, visioni di ombre e incubi notturni.
I possessori dell’oggetto incriminato iniziano ad avere sfortuna, incidenti, malattie in famiglia.

I rimedi per questo tipo di situazioni includono cerimonie di “purificazione”, esorcismi,  allontanamento o distruzione dell’oggetto. In genere, dopo queste operazioni i problemi di natura paranormale cessano immediatamente.

John Zaffis, un esperto di fama mondiale nell’ambito della demonologia, ha collezionato nell’arco di 30 anni centinaia di oggetti posseduti “purificati”, raccolti durante le sue investigazioni paranormali.
In uno dei suoi casi, una giovane coppia acquistò una bambola durante un’asta di beneficenza. Il giocattolo aveva il volto leggermente bruciato. Poco dopo averla portata in casa, la moglie iniziò a riscontrare segni di graffi sulle gambe. I segni apparivano di notte, durante il sonno, mentre la bambola era poggiata nella stanza. Su suggerimento di Zaffis, la coppia fece una ricerca e scoprì che la bambola era appartenuta ad una bambina deceduta in un incendio. Una volta allontanata la bambola dalla casa, i graffi notturni sparirono immediatamente.

Non tutti gli oggetti posseduti sono di seconda mano, tuttavia. In un caso descritto da Okonowicz, ad esempio, il fenomeno di possessione era collegato ad un letto nuovo di zecca, fatto interamente in legno. L’arredo fu posizionato nella casa di una ragazza quindicenne. 
Sin dal primo giorno, tutte le notti la bambina veniva svegliata da fortissimi colpi alle pareti, prima sporadici, poi continui ed insistenti.
Preoccupati, i genitori smontarono e spostarono la testata del letto nella cantina.  I rumori nella stanza da letto cessarono immediatamente, ma iniziarono a presentarsi proprio nella cantina.
Spaventata, la famiglia regalò il letto ai vicini di casa. I misteriosi fenomeni paranormali si trasferirono con il letto nella nuova abitazione. Una notte, oltre ai consueti rumori, i vicini di casa videro chiaramente il fantasma di un bambino  muoversi dalla stanza dov’era riposto il letto fino al corridoio, per poi scomparire dalla porta di ingresso. Alla fine il letto venne dato via definitivamente. 

L’identità del bambino non venne mai appurata, così come rimase un mistero il perché della possessione del letto. Si ipotizzò che il legno utilizzato per la costruzione del mobile provenisse da un albero coinvolto in qualche modo nella morte del bambino, ad esempio a seguito di un incidente stradale.