Fenomeni Paranormali: Spiritismo EVP (Fenomeni di Voce Elettronica)

La EVP o Electronic Voice Phenomena  (Fenomeno di Voce Elettronica) consiste nella registrazione di voci per le quali non vi è spiegazione naturale o scientifica. Le voci non sono udibili durante la fase di registrazione, ma solo durante il riascolto del nastro. In sostanza, quindi, l’origine fisica delle voci registrate è sconosciuta.
I ricercatori di EVP ritengono che, attraverso determinati sistemi, sia possibile catturare le voci dei morti, degli spiriti incorporei e degli extraterresti. Per gli scettici, invece, i suoni registrati altro non sono che interferenze di radio, televisioni, telefoni cellulari o rumori statici.

I primi documenti che parlano di EVP risalgono al 1901, nonostante nei primi esperimenti le voci degli spiriti risultavano udibili sia in fase di registrazione che in fase di playback. Un etnologo americano di nome Waldemar Borogas si recò in Spagna per registrare un particolare rituale eseguito da uno shamano Tchouktchi. Il rituale venne eseguito in una stanza buia, alla presenza esclusiva dello sciamano e dell’etnologo. Mentre lo sciamano entrava in trance, Borogas udì chiaramente voci misteriose sussurrargli in russo e in inglese da tutti i lati della stanza. Egli le catturò con il suo registratore.

Thomas Alva Edison era fermamente convinto che attraverso apparecchiature elettroniche fosse possibile la comunicazione con gli spiriti. Affascinato dalla fotografia spiritica, egli dedusse che se le anime potevano essere catturate da una foto, potevano anche essere raggiunte verbalmente. Edison annunciò pertanto nel 1920 sulla rivista Scientific American che stava lavorando ad uno speciale apparecchio per parlare con i defunti. Purtroppo però morì nel 1931, prima di poter completare il lavoro. I suoi progetti, inoltre, non vennero mai ritrovati.

Da allora l’EVP rimase nell’oscurità fino all’inaspettata scoperta di Friedrich Jurgenson, un cantante di opera Svedese. Nel 1959 Jurgenson era intento a registrare su nastro il canto di alcuni uccelli nel giardino della sua villa. Riascoltando il nastro, notò che di sottofondo erano udibili diverse voci che colloquiavano tra di loro. Insospettito, e ritenendo di aver registrato per errore qualche interferenza, effettuò diverse altre prove.

Nelle successive prove le voci di fondo, non udibili al momento della registrazione, si rivolsero direttamente a lui, fugando ogni dubbio sulla loro veridicità. Jurgenson scrisse dei suoi esperimenti in un libro pubblicato nel 1964, dal titolo “Voci dall’Universo”. 

Nel 1965 Jurgenson incontrò Konstantin Raudive, uno psicologo e filosofo lettone, che rimase così profondamente intrigato dai racconti sugli EVP che dedicò il resto della sua vita al loro studio, registrando più di 100,000  voci. Raudive pubblicò le sue ricerche in un libro “L’inudibile reso udibile” tradotto in tedesco e poi in inglese nel 1971.

Negli anni 80, centinaia di ricercatori EVP in tutto il mondo registravano messaggi dai defunti e da entità spirituali evolute. Molti di questi ricercatori erano ingegneri e esperti di elettronica e studiarono e perfezionarono sistemi di registrazione sempre più precisi.

Nello stesso periodo venne fondata la AA-EVP, una associazione composta da George Meek, un ingegnere in pensione, e William O’Neill un medium esperto di elettronica che aveva come obiettivo la costruzione di una periferica chiamata “Spiricom” attraverso la quale sarebbe stato possibile comunicare con i morti. Meek, da tempo interessato all’argomento della vita dopo la morte, ebbe l’idea di costruire questa macchina da uno scienziato deceduto con il quale ebbe modo di comunicare durante una seduta spiritica. Lo scienziato disse, attraverso il medium, che lo avrebbe aiutato nella stesura del progetto. L’associazione AA-EVP investì più di mezzo milione di dollari nella ricerca, rendendo poi disponibili i progetti di costruzione dello Spiricom a chiunque ne fosse interessato. Sfortunatamente, nessun prototipo realizzato funzionò correttamente.

Gli investigatori del paranormale interessati a catturare delle EVP generalmente posizionano dei registratori digitali al centro del luogo infestato e li lasciano accesi. La maggior parte degli EVP sono molto brevi, da due a quattro parole massimo, pronunciate in “flash” di uno o due secondi. La comunicazione in genere avviene nella lingua dello sperimentatore, indipendentemente dalla lingua originariamente parlata dall’entità.
I messaggi di EVP sono generalmente preceduti da un rumore simile ad un “click”. Le voci in genere sono prive di tono, talvolta meccaniche o con una cadenza inusuale. I messaggi possono essere pronunciati sia da voci maschili o femminili, anche se queste ultime sono più rare. Talvolta le voci comunicano cantando. In alcuni esperimenti le voci sono udibili solo con l’utilizzo di cuffie professionali e ascoltando il nastro al contrario.

Le EVP sono in grado di dare risposte dirette a domande poste dallo sperimentatore e talvolta la loro risposta arriva prima che la domanda sia stata completata. Secondo i ricercatori, quindi, le EVP avrebbero la capacità di anticipare e prevedere i pensieri e le azioni degli sperimentatori.
Non tutte le voci sono però veritiere: Apparentemente, i morti hanno alcune caratteristiche proprie degli umani, come la capacità di mentire. Molti ricercatori hanno ricevuto dalle EVP informazioni false e qualche volta anche anche insulti. Ernst Knirshnig, un ricercatore australiano, fu oggetto di informazioni false fino a quando non chiese alle anime esplicitamente il perché di tale accanimento. In risposta ottenne la frase “Vai in Chiesa e prega!”. Egli seguì il consiglio e le informazioni false cessarono.

Ci sono due tipi di esperimenti EVP, definiti “di campo” e “controllati”. Negli esperimenti “di campo” i ricercatori hanno come obiettivo l’ascolto delle voci degli spiriti presenti in un luogo ritenuto infestato. Si posizionano quindi nell’ambiente, in punti distanti tra loro, diversi registratori e li si lascia accesi per tutta la notte. Il giorno successivo si riascoltano tutti i nastri, escludendo dallo studio tutti quei suoni che appaiono nello stesso momento su più di una registrazione.

Gli esperimenti “controllati” sono quelli invece preferiti dai ricercatori di EVP professionisti. 
Le operazioni vengono effettuate sempre nello stesso posto, ad esempio in studio o a casa, e sempre alla stessa ora, ponendo domande e attendendo alcuni secondi per consentire la risposta da parte degli spiriti. La metodicità delle operazioni aiuterebbe a costruire una relazione stabile con le entità disposte a comunicare.