Fenomeni Paranormali e Spiritismo: Le Telefonate dai Morti

I contatti con i morti si sono verificati da sempre nella storia, attraverso varie forme di sogno a volte spontaneo a volte indotto con la trance. In quasi tutte le culture i vivi hanno ricercato i morti per ottenere da loro saggezza, aiuto o conoscenza del futuro. 

In alcune circostanze sono i defunti stessi a cercare un contatto con noi, e per farlo scelgono quei mezzi che ritengono più efficaci. Con l’avvento delle comunicazioni elettromagnetiche, messaggi misteriosi sono stati ricevuti attraverso telegrafi, fonografi, registratori audio e, più recentemente, attraverso i telefoni.

Molte delle telefonate dai defunti sono di tipo sporadico e si verificano senza reali motivazioni. La stragrande maggioranza dei casi consiste in contatti tra persone che hanno condiviso situazioni emozionali in vita, come mogli, mariti, genitori, figli e occasionalmente amici. 
La maggior parte delle comunicazioni sono “chiamate di intenti”, nelle quali il defunto desidera impartire un messaggio importante, come un addio, un avviso di pericolo o una informazione essenziale attraverso la quale il vivente può portare a termine un compito.
Ad esempio, il padre dell’attrice Ida Lupino, Stanley, morto nella Seconda Guerra Mondiale, chiamò la figlia sei mesi dopo la sua dipartita per comunicarle importanti informazioni riguardanti l’eredità.

Esistono comunque molte chiamate che, apparentemente, hanno il solo scopo di cercare un punto di contatto i viventi. Questo tipo di chiamate si verificano ad esempio in particolari anniversari. In una tipica “telefonata di anniversario”, il defunto può non fare altro che ripetere più e più volte la stessa frase, come ad esempio “Ciao mamma, sei tu?”.

Le persone che hanno ricevuto telefonate dai morti dichiarano che le voci risuonano esattamente come quando la persona era ancora in vita, con le stesse inflessioni e con gli stessi difetti. Lo squillo del telefono di solito è normale, ma in alcune circostanze alcuni testimoni hanno descritto squilli strani, diversi da quelli comuni. Nella maggior parte dei contatti, la linea è disturbatissima, con fruscii e rumori di fondo molto forti e occasionalmente sono stati uditi anche lamenti di altre persone nel sottofondo.
La voce del defunto, all’altro capo del telefono, è spesso molto flebile e più la telefonata è lunga, più lo spirito sembra affaticarsi. La comunicazione in genere viene terminata volontariamente dal defunto al termine del messaggio, in alcune circostanze invece la linea cade all’improvviso.

La “telefonata fantasma”  si verifica quando il destinatario è in uno stato mentale passivo. Se il destinatario si rende subito conto che il contatto è con una persona defunta, in genere la telefonata è molto breve. Se invece il ricevente non è da subito cosciente del suo dialogo con uno spirito, la telefonata può durare anche diversi minuti, nei quali il defunto è in grado di dare molti dettagli su di se e sulla sua vita nell’aldilà.  Le telefonate fantasma non hanno mai riscontri nei tabulati telefonici, come se la linea non fosse mai stata realmente impegnata durante la conversazione.

In un caso di telefonata fantasma, una donna ebbe un incubo nel quale un’amica, che non vedeva da diversi anni, affogava in una piscina. Disturbata dal sogno, la donna decise di chiamare in piena notte la conoscente per sincerarsi del suo stato di salute. Quando dall’altro capo del telefono l’amica rispose, la preoccupazione della donna svanì. Chiacchierarono molto a telefono e l’amica raccontò di essere stata gravemente malata ma di essere in fase di guarigione. Si salutarono infine con la promessa di sentirsi nuovamente.
Passati alcuni giorni, la donna richiamò la conoscente per sapere come stava. Questa volta all’altro capo del telefono rispose la madre, che le comunicò che la figlia era morta da più di sei mesi e che quindi era impossibile che le avesse parlato a telefono.

In numerosi casi raccolti dai ricercatori, il defunto che effettua la chiamata fa spesso riferimento a dei non ben identificati “loro” che avrebbero consentito la comunicazione. Inoltre il defunto rimarca spesso il concetto che non c’e’ molto tempo per parlare. La comunicazione tra vivi e morti sarebbe quindi non solo molto difficile, ma anche non sempre consentita.

La maggior parte delle telefonate fantasma, avviene entro le 24 ore successive alla morte del chiamante. Statisticamente, più è lontana la data del decesso maggiore è la durata della telefonata. L’intervallo di morte maggiore dopo il quale è avvenuta una telefonata è stato di due anni.

Sono state avanzate diverse teorie riguardo l’origine delle telefonata dai morti. Potrebbero essere realmente telefonate dai defunti, che in qualche modo sarebbero in grado di manipolare le linee telefoniche. Potrebbero essere spiriti di basso livello che si divertono a fare scherzi ai vivi.  Oppure potrebbero essere manifestazioni psicocinetiche create dal subconscio del ricevente, che vivrebbe una vera e propria esperienza allucinatoria, scatenata dal profondo desiderio di comunicare con i cari che non ci sono più.

Nei primi anni del 20esimo secolo, si tentò di progettare diversi macchinari per catturare voci fantasma; la maggior parte di essi erano versioni modificate di telegrafi e radio. Thomas Alva Edison, i cui genitori erano spiritualisti, era fermamente convinto che sarebbe stato possibile costruire un telefono per far comunicare i vivi con i morti. Purtroppo morì prima di terminare il suo ambizioso progetto.

Altri esperimenti di “telefonia psichica” vennero condotti negli anni ’40 e ’50, ma per ottenere grandi risultati si dovranno aspettare gli anni ’60, quando grazie alle ricerche di Konstantin Raudive sarà possibile registrare le voci dei defunti su nastri elettromagnetici  ( EVP – Electronic Voice Phenomena).