Misteri e Occulto: Le Pergamene del Mar Morto

 

Le rive a nord del Mar Morto sono un posto particolarmente secco e arido. Distante circa 13 miglia da Gerusalemme, questo luogo è spesso avvolto da una fitta foschia e il livello di umidità è così basso da risultare ideale per la conservazione di antichi manufatti.

Nella primavera del 1947 due giovani pastori beduini si trovavano in quella zona alla ricerca di una capra che avevano smarrito tra i pendii del Qumran. Addentrandosi nelle varie cave di cui è piena la zona, trovarono un grande deposito di anfore, nelle quali erano contenuti diversi papiri.

La notizia della scoperta di questi misteriosi reperti venne alla ribalta solo diversi anni dopo, quando i due pastori si recarono presso un negozio di antiquariato per vendere i papiri. Il mondo accademico si interessò quindi ai ritrovamenti, realizzando di avere tra le mani forse i documenti più antichi ed importanti dell’intero secolo.

Nel 1949 venne identificata l’esatta posizione della cava, e a seguito di una complessa spedizione archeologica vennero ritrovate molte altre pergamene, insieme a vasellame e vestiari. Nel corso dei sette anni successivi, vennero esplorate più di dieci caverne ritrovando quasi 850 diversi documenti. Le cave vennero nominate con l’ordine di esplorazione, e nella numero quattro visitata nel 1952 si trovarono più di 500 manoscritti. In prossimità delle cave furono inoltre portati alla luce resti di antiche strutture, poi definite le rovine di Qumran, datate intorno al 68 D.C.
A quanto pare, i manoscritti costituivano il patrimonio librario di una setta Ebrea, scacciata dalla chiesa di Gerusalemme e rifugiatasi in quelle zone per sfuggire all’avanzata degli eserciti di Roma del 70 D.C. Ma non è questo il dato importante delle pergamene, piuttosto quello che gli studiosi vi trovarono scritto.

Le pergamene, ricostruite e decifrate si dividono in due gruppi: testi relativi alla religione e testi di storia quotidiana. All’interno si trovano copie di scritture bibliche, salmi mai visti prima del Re Davide e profezie attribuite ad Ezechiele, Geremia e Daniele che non appaiono nella Bibbia. I documenti contengono testi in ebreo, aramaico e greco. Sorprendentemente, considerando la datazione e la vicinanza agli avvenimenti del Nuovo Testamento, non viene affatto menzionata la figura di Gesù Cristo.

Le informazioni più enigmatiche delle pergamene fanno però riferimento a 64 posti intorno ad Israele nei quali sarebbero stati sepolti antichi tesori. Sembrerebbe che essi non siano solo oro ed argento, ma anche oggetti sacri provenienti dal Tempio di Gerusalemme.

Nonostante le pergamene siano state tutte scoperte in un arco di otto anni, la collezione è sparpagliata tra università, musei e istituti scolastici di studio di tutto il mondo. Data la difficoltà di ricostruire parte delle pergamene, negli anni 70 l’interesse per questi documenti lentamente diminuì. Solo negli ultimi decenni, grazie a finanziatori privati, gruppi di studio stanno lentamente raccogliendo tutto il materiale relativo alle pergamene, per renderlo di pubblica diffusione.

Le pergamene del Mar Morto non solo rappresentano una incredibile scoperta storica, ma possono anche rappresentare un mezzo importante per datare e completare le vicende narrate nei testi biblici.