Misteri e Occulto: Le Linee di Nazca

 

Negli anni 30, quando i viaggi aerei iniziavano a guadagnare popolarità come miglior mezzo di trasporto per superare le alte montagne del Sud America, i passeggeri che sorvolarono le lunghe pianure del Peru vennero ricompensati con una stupefacente visione. In basso, nelle aride spianate del deserto di Nazca, che è a circa 250 miglia a sud di Lima e copre un’area di circa 200 metri quadri, vi erano una pletora di grandi disegni, raffiguranti animali, persone ed elementi geometrici. 

Gli abitanti del luogo erano da sempre al corrente di questi strani segni sulla loro terra polverosa, anche se solo da allora, con la visione dall’alto, era possibile interpretarne a pieno il senso. La scoperta fece esplodere un interesse che continua ininterrotto fino ad oggi: l’uomo desidera conoscere perché quei disegni sono li e cosa vogliono comunicare.

Le immagini sono state create utilizzando ghiaia, terriccio e undercrust colorata. Dato che l’intera zona non è interessata da piogge e l’effetto del vento su quella immensa superficie piatta è minimo, le figure si sono preservate per centinaia di anni. Ci sono oltre 100 contorni di animali e piante, inclusa una scimmia, un ragno, uccelli e – si ipotizza – una figura spaziale. Infinite linee diritte formano quadrati, triangoli, trapezoidi e una infinità di strani angoli. Le linee sembrano allungarsi in tutte le direzioni, in maniera casuale, coprendo lunghezze anche di nove miglia lungo il deserto.

Più di 3000 anni fa, l’area era abitata dal popolo Nazca, che aveva sviluppato grandi conoscenze nell’agricoltura, la tessitura e l’architettura. Essi crearono un sistema di irrigazione altamente efficiente, riuscendo a far crescere piante in un ambiente prima arido e sterile. E’ largamente accettata la teoria che siano stati proprio loro a disegnare quelle linee, anche se la datazione precisa delle stesse è impossibile da determinare. Recentemente è stata scoperta una città a sud delle linee, chiamata Cahauchi, che si ritiene la probabile casa dei disegnatori di Nazca. Gli esperti sono stati in grado di dedurre che la maggior parte della popolazione di Nazca abbia abbandonato la città dopo una serie di disastri naturali, mentre coloro che rimasero vennero in seguito esiliati o uccisi dai Conquistadores Spagnoli.

Ma perché un popolo dovrebbe disegnare immagini talmente grandi da essere comprensibili nella loro interezza solo dal cielo? Forse la teoria più accreditata è quella suggerita dalla Dottoressa Maria Reiche. La studiosa ha tentato di dimostrare che le linee sono in qualche modo correlate alle stelle nel cielo, e i simboli degli animali sono rappresentazioni di alcune costellazioni. Ma le sue teorie non sono universalmente accettate in quanto non è possibile una datazione certa delle linee. Non potendo datare i disegni, non è neanche possibile stabilire quali stelle apparissero in cielo al momento della loro realizzazione. Con la rotazione della Terra, infatti, variano le stelle visibili nel cielo. Dopo una vita dedicata allo studio delle linee ed alla strenua difesa delle sue teorie, Reiche morì e venne sepolta proprio nella grande vallata di Nazca nel 1998.

Durante gli anni 60, scrittori come Louis Pauwels, Jaques Bergier ed Erich Von Daniken divulgarono l’idea che le linee fossero vere e proprie “piste di atterraggio” per visitatori alieni. Altre teorie vedono nelle linee una sorta di calendario astronomico utilizzato per le cerimonie religiose. In ogni caso, nessuno è riuscito a spiegare il perché queste immagini siano state realizzate in modo da essere visibili solo dall’aria.

La nostra conoscenza della cultura Nazca si basa solo su preziosi ritrovamenti archeologici, ma oggi il destino delle linee appare incerto. Negli ultimi anni infatti la valle è stata in parte deturpata per mano dell’uomo. La scoperta di giacimenti di oro e rame nella zona ha visto infatti la nascita di enormi strutture industriali per l’estrazione che in parte hanno rovinato i disegni. Inoltre la necessità di “cablare” le popolazioni limitrofe ha portato alla costruzione di tubature a cielo aperto che attraversano tutta la zona.

Questi elementi, uniti al naturale degrado del tempo, rischiano di compromettere per sempre la più enigmatica e misteriosa espressione visiva di un popolo antico.