Ufo e Alieni: La Cattura di Extraterrestri

 

Insieme alle notizie di presunti extraterrestri morti trovati tra le macerie di dischi volanti, vi è una tradizione persistente di storie che hanno per oggetto alieni tenuti in cattività.

L’ufologo William L. Moore dichiara di aver sentito una storia di questo genere da una fonte militare anonima. Nel 1949 – dichiara la fonte – un umanoide di sesso maschile venne ritrovato vivo nel deserto, a seguito dell’abbattimento di un disco volante extraterrestre. Le autorità custodirono l’essere, che venne chiamato EBE (Extraterrestrial Biological Entity), presso l’installazione atomica di Los Alamos nel New Mexico. Un capitano dell’Air Force venne  incaricato di custodire l’essere.

La comunicazione con l’alieno si dimostrò impossibile, finchè non venne inventata una periferica impiantata nella sua gola, che gli consentiva di parlare un primordiale, ma comprensibile, inglese. EBE disse di essere l’equivalente di un macchinista sulla nave aliena abbattuta. 
EBE morì per cause sconosciute nel 1952.

Le fonti di Moore dichiarano che EBE venne successivamente rinominato EBE 1, perché altri due alieni, EBE 2 ed EBE 3, caddero successivamente nelle mani del governo americano. I tre prigionieri rivelarono che vi erano ben nove razze aliene sulla Terra. Una in particolare, detta dei piccoli esseri grigi, era la più attiva. I “grigi” infatti, da più di 25 anni osservavano le attività umane, manipolando le credenze religiose.

Nel suo libro “Ufo Crash at Aztec” William S. Steinman riporta un altro presunto incidente del 1948, nel quale viene coinvolto un fisico californiano, di nome Claude E. Steen. Un membro delle unità speciali prelevò Steene e la governante che era con lui da casa,  e li portò in un luogo segreto dove vi era un alieno tenuto in cattività. L’essere era tenuto in una camera speciale, in ambiente protetto. Le fattezze dell’alieno erano simili a quelle di un rettile, così spaventose che la governante di Steele lo definì “una creatura infernale”.