Miti e Leggende: L'Isola di Atlantide

 

Tutto quello che conosciamo del più famoso continente perduto ci è pervenuto attraverso l’opera di un singolo uomo, Platone. Il grande filosofo greco è infatti la singolare fonte di informazione sul misterioso popolo di Atlantide e nonostante gli esperti litighino su complesse tesi riguardo l’età e la posizione dell’isola, nessuno può essere assolutamente certo che Platone non abbia inventato tutto, magari come allegoria su cosa accade quando una civiltà supera se stessa. 
Nonostante questo, la ricerca di Atlantide sembra non avere fine.

Platone visse in Gregia tra il 428 e il 348 A.C. e rivelò la storia di Atlantide nei suoi dialoghi “Timaeus” e “Critias”. Molte delle storie di Platone erano inventate, utilizzate come allegoria per spiegare concetti teorici, ma la storia di Atlantide è stata più volte indicata come un fatto reale.

 I dialoghi raccontano la storia di Solone, uno studioso greco che viaggiò attraverso l’Egitto nel 600 A.C. per imparare tutto del mondo antico. Gli egiziani però erano famosi per custodire memorie del passato anche di diversi secoli addietro, e quando Solone cercò di impressionarli con storie dell’antica grecia, i saggi e anziani sacerdoti egizi mostrarono pane per i suoi denti. Essi infatti rivelarono la storia di un continente e di un popolo a lui completamente sconosciuti: Atlantide.

Intorno al 10.000 A.C. , una potente razza viveva su di un’isola ad oriente, oltre le “Colonne di Ercole”,  oggi identificate come la zona limitrofa lo Stretto di Gibilterra. L’isola era il regno di Poseidone, il Dio dei Mari. In suo onore vi era una montagna al centro dell’isola, con un bellissimo tempio posto sulla cima. La città sull’isola era estremamente moderna, con canali per irrigare i campi e un centro cittadino pieno di vita. L’isola era rigogliosa di vegetazione e popolata da animali esotici. Gli abitanti di Atlantide erano un popolo forte e leale, con conoscenze industriali avanzate, un imponente esercito e un sistema scolastico rivoluzionario, aperto a tutti i cittadini. La loro influenza era tale, che controllavano grandi aree dell’Africa, Asia e del Mediterraneo. 

Nonostante gli abitanti dell’isola avessero tutto ciò che si poteva desiderare all’epoca, la loro bramosia di conquista e di potere li portò lentamente al degrado. Un tentativo di conquistare Atene fallì miseramente e poco dopo un terribile cataclisma naturale si abbattè sull’isola. La leggenda vuole che fu lo stesso Zeus, adirato per la corruzione che stava avvelenando la popolazione, a provocare terremoti, eruzioni vulcaniche e inondazioni contro quel popolo. 
Atlantide scomparve quindi tra le onde.

Nonostante la storia di Platone fosse ben conosciuta da tempo, il rinnovato e odierno interesse per Atlantide nasce nel 1882, con la pubblicazione  del libro “Atlantide: Il Mondo Antidiluviano” scritto da Igniatius Donnely. Il libro era un insieme di congetture, storie travisate e idee fantasiose. Ma alcuni elementi al suo interno fornivano spunti interessanti: Donnely notò che la cultura Atlantidea riportava elementi comuni a razze che in realtà non si incontrarono mai. Ad esempio, la grande alluvione che distrusse Atlantide, è registrata negli scritti di numerose popolazioni sparse in tutto il mondo.

Chi fossero esattamente gli abitanti di Atlantide, non è risaputo. Alcuni ritengono si tratti di alieni, altri discendenti dei Lemuriani, altri invece sostengono la tesi che i cittadini di atlantide altro non fossero che gli antenati dei Nativi Americani.

Allo stesso modo la posizione di Atlantide è motivo di discussione tra i ricercatori. Per alcuni dovrebbe trovarsi nel mediterraneo e alcuni riferimenti geografici negli scritti antici comproverebbe questa opinione. Per altri Atlantide dovrebbe trovarsi nel bel mezzo dell’Atlantico, e tutto ciò che ne rimane sarebbero montagne, delle quali alcune affiorano ancora oggi dalle onde del mare a formare le Isole Azzorre.

Vi sono anche prove della caduta di un grosso asteroide in Atlantico molte migliaia di anni fa, che avrebbe lasciato crateri sul fondo del mare profondi anche 23,000 piedi. Per gli esperti questo evento potrebbe essere la causa di profondi sconvolgimenti nel terreno, abbastanza potenti da distruggere un’isola come quella di Atlantide.