Fantasmi e Paranormale: Il Poltergeist di Amherst

Un classico caso di Poltergeist del tardo 1900 è quello di Amherst, in Nuova Scozia, ricordato soprattutto perché le attività malefiche non furono dirette solo verso una giovane vittima, ma anche contro tutti coloro che cercarono in qualche modo di aiutarla.

Lo spirito piantagrane, che si firmava “Bob” quando scriveva messaggi sui muri, confuse gli osservatori con strani, inquietanti rumori, apparizioni e anche incendi spontanei. Il caso iniziò nel 1878 e attirò da subito l’attenzione dell’opinione pubblica. Così tante persone fecero meta verso la casa infestata che fu necessario farla transennare dalla polizia.

Le vittime furono la famiglia Teed, di cui il capofamiglia era Daniel, con la moglie Olivia e due figli. La casa ospitava anche le due sorelle di Olivia, Jennie di 22 anni e Esther di 19 e il fratello William. I componenti della famiglia dividevano un cottage diviso su due piani.

Le pene della famiglia iniziarono una notte quando Esther saltò giù dal letto che divideva con la sorella strillando che aveva sentito un topo sotto le coperte. Non riuscendo però a trovare nulla, dopo un po’ tornarono a dormire. La notte successiva furono svegliate da strani fruscii provenienti da una cappelliera che più volte si alzò a mezz’aria e cadde violentemente a terra. Un’attenta analisi del contenitore rivelò che nulla vi era all’interno.

La notte seguente lo spirito divenne più cattivo, ponendo le basi per le sue attività future. Ester, che era caduta malata,  si svegliò all’improvviso dicendo di sentirsi di morire. I suoi pianti allarmarono tutti i membri della famiglia che si precipitarono nella stanza. Al loro arrivo, furono sconvolti dalla visione della bambina: i suoi capelli erano praticamente dritti sulla testa, il volto era completamente rosso e quasi gli occhi uscivano dalle orbite. Le grida della bambina erano accompagnate da suoni di tuoni, nonostante il cielo fosse completamente privo di nuvole.

Dopo alcuni giorni la condizione della bambina sembrò migliorare, ma quattro notti dopo tutte le lenzuola del letto vennero improvvisamente tirate via e ammucchiate al centro della stanza. I familiari, nuovamente allertati, corsero nella stanza della giovane e la trovarono sul letto completamente gonfia mentre nel cielo si udivano ancora rumori di tuoni. Jennie sostituì le coperte sul letto ma venne colpita da un cuscino che si alzò a mezz’aria. I familiari furono costretti a sedersi tutti sul letto fino alla mattina per trattenere le coperte che volevano volare via.

Il giorno successivo la famiglia si decise a chiamare il medico locale, Dottor Carritte, perché visitasse Esther. L’uomo divenne la vittima preferita del Poltergeist. Durante la visita il cuscino che sosteneva la testa della bambina si sfilò dalla sua posizione, colpì violentemente il medico sulla faccia e poi tornò al suo posto. Il medico, spaventato e preso alla sprovvista ebbe bisogno di sedersi su di una sedia per rendersi conto di quello che stava accadendo. Non passarono pochi minuti che Carritte udì forti scricchiolii provenire dal muro dietro di lui. Voltatosi, vide una scritta apparire sulla parete: “Esther Cox, tu sei mia e ti ucciderò”. Forti tuoni si udirono in cielo e pezzi scrostati di soffitto iniziarono a staccarsi e unirsi in vortice al centro della stanza.

Alcuni giorni dopo Esther lamentò forti dolori, come se dell’elettricità si muovesse all’interno del suo corpo. Il Dr. Carritte le somministrò dei forti sedativi ma mentre la adagiava sul letto sentì fortissimi tonfi provenire dal soffitto, come se qualcuno stesse violentemente colpendo il tetto con un martello.Il medico corse fuori casa per vedere cosa stesse succedendo, ma nessuno era sul tetto. Quando Carritte tornò all’interno scoprì che i rumori sul tetto non si erano mai fermati, anzi erano diventati così forti da essere uditi anche dai vicini. La notizia fece così scalpore da essere riportata sul giornale locale e da diversi altri quotidiani del Canada.

Dopo alcune settimane di visite del Dr. Carritte, Jennie avanzò l’ipotesi che il misterioso fantasma probabilmente era in grado di vedere e sentire tutto quello che la famiglia faceva. Subito dopo che la giovane pronunciò la frase, tre forti colpi furono uditi nella stanza. Altre domande poste direttamente allo spirito ottennero come risposta dei colpi alle mura: un colpo per “no” e tre colpi per “si”. La famiglia iniziò quindi a dialogare con lo spirito.

Un religioso del luogo, il Reverendo Edwin Clay decise di visitare la famiglia con regolarità. Il reverendo, di accordo con il Dr. Carritte, dedusse che Esther non produceva i rumori da sola. Secondo la loro interpretazione i nervi della bambina erano stati investiti da una sorta di shock elettrico che l’aveva trasformata in una vera e propria batteria vivente. In determinate circostanze, quindi, la bambina scatenava quei boati simili ai tuoni.

Esther si ammalò di difterite e venne trasferita temporaneamente presso la casa di una zia a New Brunswick. Per la prima volta, in seguito alla sua assenza, pace e quiete tornarono sul cottage. Ma quando la bambina tornò a casa, così fece anche lo spirito. Anzi, l’entità sembrò aver maturato un grande desidero di distruzione. 

Una notte Esther confidò alla sorella Jennie che sentiva delle voci che dicevano di voler bruciare la casa. La voce diceva inoltre di aver vissuto sulla terra una volta, ma di essere morta e diventata un fantasma. Subito vennero convocati tutti i membri della famiglia, ma in risposta allo scetticismo generale lo spirito fece piovere dal nulla fiammiferi accesi sul letto delle ragazze.
Lo spirito venne quindi immediatamente interrogato con il sistema dei “colpi” e alla domanda “Vuoi davvero incendiare la casa?” egli rispose affermativamente. Per sottolineare la sua volontà, l’entità fece volare in aria un vestito di Esther che era sul mobile, lo arrotolò, lo pose sotto il letto e gli diede fuoco. Daniel Teel fece appena in tempo a spegnere le fiamme, prima che potesse arrecare seri danni alla casa.

Nella speranza di mettere fine a questo tormento, la famiglia contattò il Reverendo R.A. Temple che organizzò insieme ad altri religiosi un esorcismo di massa nella casa. Quando il Reverendo chiese allo spirito di parlare, egli rispose con un forte suono di tromba. Durante tutto l’esorcismo il suono di trombe risuonò per le stanze della casa, come se lo spirito si fosse innamorato di quello strumento. La fine della cerimonia venne salutata con una pioggia di fiammiferi accesi nella stanza.

Alla fine, il proprietario del cottage Mr. Bliss, preoccupato per i danni alla casa, chiese alla famiglia di far andare via Esther definitivamente dalla proprietà. La famiglia, anche se con molto dispiacere e riluttanza, acconsentì trasferendo la bambina a casa di parenti. Nella casa Teed tornò d’improvviso la tranquillità. 

Ma lo spirito volle importunare Esther per un’ultima volta: “Bob” la seguì all’interno di un fienile e diede fuoco all’intera struttura. La bambina venne accusata di incendio doloso, ma testimonianze di persone che conoscevano la sua storia la fecero scagionare. 

Dopo molti anni Esther riuscì a riappropriarsi della sua vita, liberandosi del fantasma e mettendo su famiglia. I membri della famiglia Teed si convinsero che tutti gli eventi furono causa di un fantasma maligno che aveva deciso di tormentare la loro figlia. Il caso non è stato mai risolto.