Miti e Leggende: Il Mito di Atlantide

 

Mai leggenda o mito ha tanto stimolato l’immaginazione umana. Romanzi e film hanno ripetutamente rievocato i fasti del continente scomparso, abitato da un popolo straordinariamente progredito. Ma Atlantide, ammesso che sia mai esistita veramente, dov’era e come è scomparsa?

Platone ne parlò per primo, rievocando una cronaca di Solone, uno dei sette saggi dell’Antichità che raccontò d’aver udito da un sacerdote egizio: “era un’isola situata davanti a quelle che voi (Greci) chiamate Colonne D’Ercole: era più grande della Libia e dell’Asia riunite e da essa si procedeva verso altre isole che formavano una sorta di ponte fino all’opposto continente… Nell’isola si formò un grande e splendido impero che governava l’intera isola e molte altre ed anche parte del continente…” Il sacerdote proseguì descrivendo minuziosamente città e porti atlantidei, imponenti opere d’urbanistica e sfruttamento dell’agricoltura, nonché evolutissime forme d’ordinamento sociale. Tanto era importante la società atlantidea, quando gli altri popoli erano ancora praticamente all’Età della Pietra, che ci sarebbe da chiedersi seriamente da dove essa provenisse. 

Novemila anni prima di Solone, dunque, una serie di violentissimi cataclismi offuscò, ed infine distrusse, un grande impero, sommergendo poi le sue rovine probabilmente sotto quel che oggi chiamiamo Mar dei Sargassi… E gli Atlantidei scampati a quel disastro si sono forse sparsi nei continenti che conosciamo oggi.

Se pure da un immane cataclisma fu cancellata, è possibile che l’antica civiltà atlantidea abbia lasciato qualche traccia concreta della sua esistenza? Molti autori si sono occupati di dare una risposta a tale interrogativo, tra archeologi, esploratori e viaggiatori occasionali. Esempio per tutti Ignatius Donnelly che, con il suo studio pubblicato nel 1882 impressionò non poco la platea degli appassionati dell’epoca. In breve, egli teorizzò che nei pressi del Mediterraneo si trovassero i primi resti di un sommerso continente che si estendeva fino all’Atlantico: un’immensa isola abitata da una società straordinariamente evoluta e progredita scientificamente che aveva stabilito colonie in Egitto ed in Messico. Il lavoro di Donnelly, ripreso più tardi da altri studiosi, arrivò a datare la scomparsa definitiva delle ultime terre emerse che facevano parte dell’antica Atlantide nel 10.000 A.C. in una locazione che corrisponde alla grande dorsale che va dall’Islanda all’Atlantico meridionale, affiorante in superficie nelle Azzorre, nell’Isola di Ascensione e di Tristan. 

Attualmente, la maggioranza dei geologi nega che tale formazione sia in qualche modo legata alla presenza dei resti d’un continente sprofondato, attribuendo il suo sollevamento ad una certa attività vulcanica sottomarina. Ha dunque un senso continuare a cercare le vestigia di Atlantide nell’Oceano Atlantico? Molti ricercatori sostengono che non vi è alcuna possibilità che il fondo oceanico possa, in un tempo lontano, essere emerso in qualche punto in misura considerevole e tanto da giustificare la definizione di massa continentale.

Se davvero è esistita la civiltà atlantidea, questa può esser scomparsa solo a causa di un tremendo sconvolgimento naturale, più o meno 12.000 anni fa. Probabilmente, un maremoto di proporzioni apocalittiche fece sprofondare nelle acque dell’Atlantico le vestigia di una società altamente progredita, forse di origini extraterrestri. Se così è stato, la fonte della loro energia potrebbe essere ancora intatta ed influenzare magneticamente la vasta area identificabile con il Triangolo delle Bermude. 

Il Triangolo delle Bermude è situato in una porzione di Oceano Atlantico compresa tra la Florida, le Isole Barbados e le Bermude, racchiudendo in parte il Mar dei Sargassi. E’ almeno dal 1800 che si registrano in questa zona prove concrete di sparizione di navi ed aerei. Alcuni sostengono che all’interno di questa zona vi sia “un’apertura”, un portale verso una dimensione parallela.

Se Atlantide è stata fondata da appartenenti ad un popolo alieno, è lecito aspettarsi che dopo il disastro che determinò la fine di quella civiltà, i superstiti siano approdati in altri continenti, istruendo opportunamente gli appartenenti alla razza umana che ai loro occhi dovevano apparire selvaggi e primitivi. Così si potrebbe spiegare la nascita dell’Impero Inca: Manco Capac, il semidio a cui le leggende attribuiscono questa notevole impresa, si diceva provenisse da un luogo misterioso, da una “splendida apertura”…