Misteri e Occulto: Il Labbu e il Leviatano

 

Il popolo di Mesopotamia occupa un’area del Medio Oriente spesso chiamata la culla della civiltà. La più popolare tra le creature leggendarie di questa terra è senza dubbio il Labbu, un mostro marino il cui corpo di serpente si diceva lungo più di 300 metri. Labbu sarebbe stato terrificante già nel suo ambiente naturale, ma sviluppò anche la terribile abitudine di strisciare fuori dall’acqua, per aggredire la popolazione della zona. Si dice che anche le divinità temessero Labbu, le cui prime storie risalgono addirittura al 3000 A.C., come indicato da un’antica iscrizione Sumera.

Alcune fonti fanno ricondurre Labbu ad altri mostri marini con caratteristiche similari, tra tutti il Leviatano descritto nel Vecchio Testamento. Non fa meraviglia questo accostamento tra le due creature, visto che provengono tutte dallo stesso angolo del mondo. Il Leviatano talvolta è immaginato come un gigantesco coccodrillo, ma la sua descrizione in Giobbe 41, lo rende per lo più simile ad un drago:
“Puoi tu tirar fuori il Leviatano con una fiocina o legare la sua lingua con una corda? … La sua schiena è fatta di scaglie fuse insieme così fitte che l’aria non passa, il suo respiro emana fasci di luce, i suoi occhi sono come i raggi del tramonto, lingue di fuoco fuoriescono dalla sua bocca… quando si erge anche i coraggiosi tremano”.
La Bibbia descrive invece il Leviatano come un serpente tradizionale, ma di dimensioni gigantesche:

“Quando verrà il giorno,

il Signore punirà con la sua spada,

la sua feroce e potente spada, il Leviatano,

il serpente volante egli libererà”.

Il Leviatano non è presente solo nella Bibbia, ma anche nella mitologia di Canaan. Il Libro di Enoch, un testo ebreo risalente al secondo secolo A.C. oggi considerato sacro dalla Chiesa Etiope, cita il Leviatano come un mostro di sesso femminile che viveva “nelle profondità degli abissi, oltre le fontane dell’acqua”.