Miti e Leggende: Il Kraken

 

Le storie sul Kraken hanno origini norvegesi. Una primo testo che parlava del Kraken venne scritto da un religioso di nome Olaus Magnus nel 1523. Il nome derivava dal nome di un albero, in quanto i primi avvistamenti della creatura la dipingevano muoversi e agitarsi sinuosa nell’acqua come un albero e le sue fronde al vento. All’inizio, il termine Kraken venne utilizzato per descrivere qualsiasi creatura marina sconosciuta di grosse dimensioni, ma successivamente divenne sinonimo di calamaro gigante o polipo.

Una storia tramandata dal 1680 racconta di un kraken che finì accidentalmente contro una scogliera delle coste norvegesi, rimanendovi impigliato fino alla morte. L’odore nauseabondo della carcassa gigante in decomposizione si diffuse nella brezza marina per numerosi chilometri, e perdurò per diversi mesi. La popolazione dei villaggi vicini fu costretta ad abbandonare le proprie case, finchè il fetore non scomparve del tutto.

Le storie di incontri con il Kraken fanno parte del bagaglio culturale di qualsiasi esperto uomo di mare. Il naturalista francese Pierre Denys de Monfort studiò a lungo questi racconti, arrivando a credere fermamente nell’esistenza di queste creature. Passò molti anni intervistando marinai, concludendo che il terribile mostro aveva le fattezze di un gigantesco polipo. 

Essenziale per la sua ricerca fu la visita alla città di St. Malo, in Francia. Nella città vi era infatti un enorme dipinto nella chiesa del paese che raffigurava la lotta tra una imbarcazione e i suoi marinai contro un gigantesco mostro nelle acque del mare. Sembrava infatti che il dipinto fosse stato commissionato dai marinai stessi, dopo che furono scampati al terribile incontro con il polipo gigante.

Pierre Denys venne deriso dai suoi colleghi studiosi per le sue teorie sui mostri e, isolato dalla comunità scientifica, morì povero e solo. Ironicamente, solo poche decine di anni dopo, nel 1857 venne ritrovato un esemplare di calamaro gigante morto sulla spiaggia della Danimarca. L’animale era lungo più di 60 piedi. Altre prove tangibili dell’esistenza di questi pesci giganteschi vi furono nel 1880, con il ritrovamento di un altro calamaro lungo ben 65 piedi in Nuova Zelanda. Ancora oggi di tanto in tanto vengono ritrovate carcasse simili arenate sulle spiagge di tutto il mondo. Nel 2007 in Australia  venne ritrovato il “big bus” un calamaro lungo ben 70 piedi e pesante quasi 550 libbre. Sempre nel 2007 venne pescato il “Colossal Squid”, una sorta di super calamaro dal nome scientifico di Mesonychoteuthis hamiltoni. L’animale era impegnato a divorare un enorme pesce martello della patagonia. Una volta misurato, risultò lungo 33 piedi e pesante 990 libbre.

I calamari e polipi giganti hanno sempre incuriosito gli scienziati ed i ricercatori. I cefalopodi sono infatti creature strane e affascinanti. Si ritiene siano tra gli invertebrati più intelligenti della fauna marina e dotati di caratteristiche quanto meno singolari, come l’abilità di cambiare colore o di spruzzare inchiostro per confondere i nemici.  La cosa più strana è comunque senza dubbio il modo in cui sono “assemblati”: una bocca con una sorta di becco situata all’attaccatura dei tentacoli, tre cuori e un corpo unico che contiene la testa e le viscere. Non fa quindi meraviglia che siano stati definiti mostri marini!