Misteri e Occulto: I Mostri della Grecia Antica

 

Gli antichi Greci non erano solo esperti navigatori, ma anche un popolo circondato dall’acqua, e  loro miti rivelano l’infinito fascino dell’oceano. Leggende di misteriose creature marine, tramandate dal poeta Omero, sono datate oltre il 700 A.C. Mentre il dio greco del mare, Poseidone, era generalmente descritto con fattezze umane, suo figlio Tritone, era mezzo uomo e mezzo pesce. Tritone era molto temuto, soprattutto a causa di una misteriosa conchiglia in suo possesso, che emetteva terribili suoni e poteva scatenare la furia del mare contro le navi.

I greci credevano anche in spiriti del mare più gentili, come le amorevoli Naiadi, ninfe dell’acqua che avevano le fattezze di giovani e bellissime donne. Anche esse, comunque, non disdegnavano talvolta di attirare incauti marinai nelle profondità marine.

Decisamente più malvagia era Scilla, una ninfa di mare trasformatasi in mostro a sei teste, che viveva in uno stretto canale marino. Scilla si nutriva di grandi animali acquatici e di marinai che avevano la sfortuna di capitare nel suo canale. Era sufficiente lo sguardo per terrorizzare a morte i suoi avversari. Scilla aveva denti affilati come rasoi, disposti su tre file. Le sue sei teste erano all’estremità di colli lunghi come il corpo di serpenti, e si muovevano sinuose. La sua coda ricordava quella di un grande pesce. Proprio per il suo corpo “tentacolare” si pensa che l’immagine di Scilla possa essere stata ispirata dalla visione di qualche calamaro gigante.