Miti e Leggende: I Mostri Acquatici Orientali

 

Non tutti i mostri sono antichi. Il Kaikwai o “diavolo del mare” che si muove tra le acque delle isole di Hong Kong è stato avvistato solo nel 1969, secondo lo scrittore John Keel. Un gruppo di studenti universitari dichiararono di aver visto di notte “una grossa creatura nera” poco lontano da una spiaggia di Hong Kong. Il mostro emetteva suoni “lamentosi” ed emerse dalle acque a poche centinaia di metri da loro. L’essere aveva una testa molto grande, con occhi verdi.

Il Giappone, secondo le credenze popolari, è infestato da piccoli mostri marini chiamati Kappa, che talvolta possono anche spiccare il volo. Una sorta di vampiro, il Kappa, si nasconde nell’acqua in attesa della preda per poi agguantarla e succhiarne il sangue mentre la spinge nelle profondità marine. Il suo aspetto è grottesco, con lunghi capelli, il corpo di una tartaruga e la faccia di scimmia. Il volto da scimmia ha una spiegazione mitologica, in quanto secondo alcune fonti i Kappa erano originariamente delle scimmie al servizio del dio dei fiumi.

Il Giappone nasconde comunque anche mostri dall’aspetto più familiare. Tra tutti i Draghi, identificati con le lucertole nel mondo occidentale, sono considerati anche dei mostri marini e possono vivere in qualsiasi specchio di acqua. Come i Kappa, anche i Draghi sono Chimere, ossia creature formate dall’unione di diversi tipi di animale. Coperti da scaglie come i pesci, possono agguantare la preda con degli uncini simili a quelli dei gatti, e la loro testa ricorda quella di un cavallo o di un cammello. Corna di diverse fogge adornano il corpo e talvolta hanno anche delle ali. In particolare i Draghi marini hanno, secondo la mitologia Giapponese, la capacità di mutare dimensioni a piacimento. Anche il colore può variare, e ad ogni tinta sono associate diverse caratteristiche e/o virtù.

Vi e’ anche un Re Drago, o Dragon King, considerato il re di tutti gli specchi d’acqua, che può creare o prosciugare i laghi a suo piacimento.