Ufo e Alieni: I Men in Black

 

Secondo leggende e racconti, strani individui, spesso dall’aria inquietante e vestiti con dei completi neri, avrebbero fatto pressioni su testimoni ed investigatori del paranormale in numerose occasioni dall’inizio dell’era degli avvistamenti UFO.

 Questi uomini in nero (spesso chiamati MIB) sono variamente indicati come agenti governativi, rappresentanti di gruppi molto potenti, entità aliene e addirittura in alcuni casi come demoni. Proprio riguardo quest’ultima definizione, è interessante ricordare un episodio accaduto durante un revival religioso in Irlanda, nel 1905.  All’apice della manifestazione, molti astanti raccontarono di aver avuto visioni divine e demoniache e alcuni, tra cui anche diversi giornalisti presenti all’evento, testimoniarono di aver assistito a fenomeni aerei che oggi potrebbero esser definiti UFO. 

Una di queste persone ricorda che “un uomo vestito di nero” visitò dopo quell’episodio per ben tre notti consecutive la casa di una donna del villaggio, per recapitare “un messaggio che la terrorizzava a tal punto da non riuscire a raccontarlo”. Nel suo libro sulle tradizioni sataniche, William Woods scriveva che il diavolo “è sempre vestito in nero, e i suoi abiti cambiano con il cambiare dei tempi” (Woods 1974).

I Men in Black divennero un evento strettamente associato agli UFO dopo l’episodio accaduto nel Settembre 1953 in Connecticut. Albert K. Bender era a capo in quell’epoca di uno dei gruppi di studiosi UFO più attivi in America: il Flying Saucer Bureau.  

Improvvisamente e senza motivazioni, Bender chiuse il gruppo il Settembre di quell’anno. A seguito di insistenti richieste di spiegazioni, Bender confidò al suo associato Gray Barker di aver ricevuto una visita da tre individui in abito scuro che lo invitavano a distogliere le sue attenzioni dai fenomeni UFO, in quanto si stava avvicinando troppo “alla verità”. I tre visitatori rivelarono a Bender delle informazioni così terrificanti da spaventarlo al punto di chiudere immediatamente il gruppo di studio. In seguito a questo episodio, Gray Barker pubblicò un libro “They Knew Too Much about Flying Saucers (1956)” che lanciò letteralmente la leggenda dei Man in Black.

Nei tardi anni ’60, John A. Keel, giornalista dell’occulto e demonologo,  coniò il termine MIB. 
Per Keel gli UFO e i suoi occupanti sono entità provenienti di un mondo parallelo. Tra di essi vi sarebbero degli “agenti”, che lui definisce appunto MIB, il cui ruolo è confondere, manipolare e anche distruggere coloro che assistono a manifestazioni aliene e che potrebbero in qualche modo diffonderne la verità.

Keel raccolse testimonianze di MIB da tutta l’America, e dichiarò di aver personalmente interagito con una di queste misteriose figure. Nella visione di Keel, i MIB avrebbero lavorato dietro le quinte dall’inizio della storia umana, distorcendone convinzioni e credenze.

Per Keel, i MIB non potrebbero passare facilmente per umani: La loro carnagione è innaturalmente troppo chiara o troppo grigia e il loro comportamento è spesso “svampito” e “confusionario”. I loro atteggiamenti, in sostanza, mostrerebbero una mancanza di familiarità con l’ambiente e i comportamenti umani. Per qualche strana ragione, generalmente guidano limousine nere, spesso Cadillac.

Altri investigatori, raccogliendo testimonianze nel resto del mondo, arrivarono a conclusioni simili sui MIB. Alcuni dedussero che i MIB erano agenti del governo o delle forze armate, altri che non potevano essere altro che alieni. La stessa US Air Force, ricevute numerose segnalazioni in merito a questi presunti personaggi, cercò di ottenere informazioni in merito, ma senza alcun successo. Gli investigatori ufficiali dell’US Air Force Project Blue Book scrissero a riguardo “Non siamo stati in grado di trovare nulla su questi individui”.

Negli anni ’90 l’ufologo William L. Moore scrisse: “I Men in Black sono senza alcun dubbio uomini del governo in incognito… membri di una bizzarra unità di intelligence dell’Air Force chiamata AFSAC – Air Force Special Activities Center”.

Anche Jenny Randles, un rispettato ufologo inglese, dopo aver studiato interviste a testimoni e documenti ufficiali relativi ai MIB concluse che il Ministero della Difesa monitorava segretamente, attraverso suoi agenti, determinati tipi di avvistamenti UFO.