Miti e Leggende: Gli Uomini Pesce

 

Effigi della prima divinità pesce, Oannes, sono state ritrovate nell’Iraq dei giorni nostri. Esse sono state scolpite nella pietra dai Babilonesi più di 7000 anni fa. La storia di Oannes è arrivata a noi grazie al “Racconto di Babilonia” tradotto in greco da un prete Babilonese di nome Brossus nel 200 A.C. Egli descrisse come il dio-pesce venne dal Mar Rosso per insegnare agli uomini tutto quello di cui avevano bisogno per civilizzarsi: la scrittura, la matematica e l’agricoltura. Oannes non era comunque raffigurato come gli uomini-pesce classici: Il suo corpo era infatti interamente da pesce, ma con una testa e gambe umane.

Gli antichi egiziani credevano invece che uomini e donne pesce fossero stati generati dal Nilo. Essi avevano le fattezze umane, ma con le branchie tra le dita delle mani e dei piedi.

In Grecia gli uomini-pesce venivano chiamati Tritoni. Pausanio, viaggiatore Greco del secondo secolo, descrive queste creature così: “Sulla loro testa crescono capelli simili al colore delle rane, il loro corpo è ricoperto di scaglie come quello dei pesci. Il loro volto è simile a quello degli uomini, ma la bocca è molto più larga e da essa spuntano denti mostruosi. Non hanno gambe, e sotto il busto il loro corpo è quello di un pesce”.

L’idea di umanoidi acquatici è rimasta viva ed è mutata nel corso dei secoli. Nel Medioevo i navigatori raccontavano di vedere in alto mare i monkfish, mostri che avevano una testa calva, simile a quella di un uomo e il corpo da pesce, con colori e fogge che ricordavano gli abiti dei monaci. Quest’animale era molto temuto, in quanto poteva, con temporali e maremoti, far affondare le imbarcazioni.

La prima storia di una donna-pesce o sirena risale invece al 558 A.C., quando nell’Irlanda del Nord, vicino Belfast, di notte si udiva cantare una donna tra le onde del lago. I cittadini mandarono una barca con dei pescatori, per catturarla con una rete. Scoprirono così che questa sirena era stata un tempo una bambina, annegata in mare con la sua famiglia durante un’alluvione. Ella venne battezzata e chiamata “Murgen” che significa “nata nel mare”. Per tenerla in vita, venne costruita una enorme vasca che divenne la sua casa sulla terra. Durante la sua vita, Murgen compì numerosi miracoli per i cittadini di quel villaggio e venne considerata una sorta di figura da venerare, ancora oggi portatrice di fortuna.

Al giorno d’oggi, non esistono testimonianze dell’esistenza di questi esseri metà uomo metà pesce. Nel 1800 in America e l’Europa comparvero però numerosi personaggi che dichiararono di essere in possesso di presunti corpi di uomini-pesce e di sirene e sfruttarono la curiosità popolare per guadagnare qualche soldo
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Nel 1882, un giornale di Londra pubblicò la lettera di un ministro britannico che raccontava di aver visto il cadavere di una sirena catturata sulle coste del Giappone. L’essere aveva le fattezze di una piccola scimmia, con il corpo di un pesce. Quando l’esemplare arrivò a Londra e venne messo in mostra al costo di uno scellino per spettatore, fu chiaro che si trattava di un’abile opera artigianale che univa due animali diversi mummificati.