Ufo e Alieni: Gli Dei Che Vennero Sul Pianeta Terra

 

Fino a qualche decennio fa, se avessimo detto che un comune mortale, dopo aver indossato speciali indumenti, si sarebbe legato nella parte anteriore di un oggetto di forma allungata e sarebbe stato "sparato" lontano dalla faccia della Terra, ci avrebbero preso per pazzi.
Uno o due secoli fa, un concetto di questo genere non sarebbe mai venuto neanche alla mente, poiché non vi era nulla, nell'esperienza o nella conoscenza umana, che avrebbe potuto determinare, neanche alla lontana, una tale fantasia.

Eppure gli Egizi, 5.000 anni fa, non avevano alcuna difficoltà a immaginare come tutto questo accadesse al faraone defunto: egli viaggiava verso un luogo di lancio situato a est dell'Egitto; entrava in un groviglio di gallerie e camere sotterranee; passava tranquillamente vicino a strutture radioattive. Si vestiva con tutto l'equipaggiamento di un astronauta, entrava nella cabina di un veicolo volante e sedeva, legato, tra due divinità. Poi, quando si aprivano le doppie porte e al di là di esse si vedeva il cielo albeggiare, si accendevano i motori e il veicolo si trasformava nella Scala Celeste con la quale il faraone poteva raggiungere la dimora degli dèi sul loro «Pianeta di milioni di anni».

Su quale schermo televisivo gli Egizi avevano dunque visto accadere queste cose, tanto da crederle tutte davvero possibili? Poiché non risulta che avessero il televisore in casa, le loro conoscenze non possono che derivare da una testimonianza diretta: essi dovevano aver visto con i loro occhi il sito di lancio, le apparecchiature, e perfino gli astronauti. Solo che gli astronauti non erano terrestri che uscivano dal loro pianeta; erano piuttosto abitanti di un altro pianeta che venivano sul pianeta Terra.

Grandi amanti dell'arte, gli antichi Egizi dipingevano sulle loro tombe ciò che avevano visto e vissuto durante la vita terrena. I dettagliati disegni dei corridoi e delle camere sotterranee del Duat provengono dalla tomba di Seti I. Una raffigurazione ancora più strabiliante è stata trovata sulla tomba di Huy, viceré di Nubia e della penisola del Sinai durante il regno del famoso faraone Tut-Ankh-Amon. Decorata con scene di ambienti, oggetti e persone dei due tenitori di cui era viceré, la sua tomba ha tramandato fino a noi la vivida e realistica rappresentazione di una navicella spaziale: il corpo del veicolo è racchiuso in un silo sotterraneo, mentre la parte superiore, con il modulo di comando, è sopra il livello del terreno.

La navicella è suddivisa in più scomparti: in quello inferiore due persone armeggiano con tubi e leve; sopra di loro vi è una fila di strutture circolari. In sezione, si vede che il silo è circondato da celle tubolari che servono per lo scambio di calore o per qualche altra funzione legata al trasporto di energia. Sopra il livello del terreno, la base'semisferica del piano superiore appare danneggiata, quasi bruciacchiata, forse dall'impatto con l'atmosfera della Terra. Il modulo di comando, grande abbastanza per contenere tre o quattro persone, ha una forma conica e diversi "fori di osservazione" verticali sul fondo. La cabina è circondata da fedeli in adorazione, tra palme da dattero e giraffe. 

Come risulta evidente dalla lettura dei Testi delle Piramidi, il faraone, nel suo viaggio verso l'Aldilà eterno, compiva un percorso che riprendeva quello degli dèi. Ra e Seth, Osiride e Horus e altri dèi erano saliti al cielo in questo modo.

Tuttavia gli Egizi credevano che, prima ancora, con questa stessa barca celeste fossero scesi sulla Terra i primi Grandi Dèi. Nella città di An (Eliopoli), il più antico centro di culto dell'Egitto, il dio Ptah costruì una struttura speciale, in cui tutto il popolo egiziano poteva vedere e onorare una vera capsula spaziale! L'oggetto segreto - il Ben-Ben - era custodito nél'Het-Benben, il «tempio del Benben». Dal segno geroglifico che identificava il nome di questo luogo sappiamo che la struttura appariva come una massiccia torre di lancio al cui interno vi era un razzo puntato verso il cielo.

Secondo gli antichi Egizi, il Ben-Ben era un grosso oggetto che, partito dal Disco Celeste, era poi arrivato sulla Terra, Era la «Camera Celeste» con cui il grande dio Ra in persona era atterrato sul nostro pianeta; il termine Ben (letteralmente "ciò che fluì fuori") esprimeva anche i concetti di "splendere" e"puntare al cielo". 

Nel Libro dei Morti nove oggetti collegati al segno geroglifico di Shem erano rappresentati nella sezione corrispondente al tempio di Eliopoli: potrebbe dunque essere che vi fossero effettivamente altri nove oggetti legati allo spazio, o magari parti di una navetta spaziale, contenuti nel tempio. Di uno di questi oggetti gli archeologi hanno forse trovato una copia. Si tratta di uno strano oggetto circolare pieno di curve e scontornature ,  che ha lasciato perplessi gli studiosi fin dalla sua scoperta, avvenuta nel 1936.

E importante considerare che l'oggetto fu rinvenuto, in mezzo ad altri «strani oggetti di rame» - nella tomba del principe Sabu, figlio del re Adjib della Prima Dinastia. L'oggetto era ritagliato da un blocco di scisto, una roccia stratiforme, che si sfalda facilmente: se dunque avesse avuto una
qualche funzione pratica, questo oggetto si sarebbe subito rotto. L'unica spiegazione possibile era che questa pietra particolare fosse stata scelta proprio per la sua struttura irregolare e delicata, facile da tagliare e da lavorare. E ciò ha portato altri studiosi, a concludere che forse questo oggetto di pietra «era un'imitazione di una forma originariamente fatta di metallo».
Ma quale metallo poteva essere utilizzato nel quarto millennio avanti Cristo per ottenere quell'oggetto, la cui costruzione richiedeva un accurato procedimento di affilatura? Chi poteva avere una tale abilità nel lavorare il metallo, tanto da creare una forma così delicata e strutturalmente complèssa? E, soprattutto, a quale scopo?

I suoi tre strani tagli curvi facevano pensare che esso potesse essere immerso in un liquido durante la rotazione.Un sistema di questo genere, attaccato a un asse rotante di una macchina o di un motore, era utilizzato da meno di due secoli per regolare la velocità di un macchinario, oltre che per accumulare energia in vista di un potente scatto, come in una pressa metallica (o più recentemente nell'aviazione).

Negli anni Settanta, gli ingegneri della Lockheed Missile & Space Company elaborarono un progetto un volano con bordi sottili, più adatto a risparmiare energia nei treni a transito di massa e ad accumulare energia negli autobus elettrici. II fatto strabiliante è che questo rivoluzionario tipo di volano assomigliava come una goccia d'acqua all'oggetto misterioso costruito nel 3100 a.C. !

Dov'è l'originale metallico di questo antico volano? Dove sono gli altri oggetti che dovevano trovarsi all'interno del tempio di Eliopoli ? E poi, dove si trova lo stesso Ben-Ben?  Come molti altri oggetti dell'antichità che oggi non possediamo più, ma la cui esistenza ci è stata tramandata senza ombra di dubbio, anche questi possono essere scomparsi per i motivi più diversi. Forse sono stati riportati in cielo; o forse sono ancora fra noi, nella cantina di qualche museo, dimenticati o comunque non riconosciuti per quello che effettivamente sono.