Misteri e Occulto: I Codici Nascosti nella Bibbia

 
L’idea della presenza di codici nascosti nella Bibbia ha origine nel dodicesimo secolo, quando degli studenti ebrei scoprirono interessanti e rilevanti parole nascoste nella versione ebrea della Torah, ossia dei cinque libri della Bibbia. Da allora alcuni gruppi di credenti ebrei ritengono che i dettagli di tutto ciò che è accaduto e accadrà sulla Terra sia in qualche modo registrato e celato tra le pagine dei testi sacri. Di opinione opposta sono però i Grandi Rabbini, secondo i quali essendo le sacre scritture dettate da Dio direttamente a Mosè, non possano in alcun modo essere soggette a modifiche o interpretazioni.

Più recentemente, l’idea dei codici nascosti è stata riscoperta grazie a Michael Ber Weissmandl, un Rabbino di origine slovacca sfuggito alle camere a gas naziste. Il suo interesse nei testi antichi lo portò a sviluppare e perfezionare le teorie sui codici nascosti nei libri sacri. Con lo sviluppo dei primi computer, fu poi facile per gli studenti ebrei creare algoritmi che semplificassero il processo di ricerca delle parole nascoste.

Nel 1994, un gruppo di intellettuali, Doron Witztum, Eliyahu Rips e Yoav Rosenberg pubblicarono un’articolo sul giornale Statistical Science riguardante un esperimento da loro condotto che si basava sulle teorie di Weissmandl. Essi dichiararono di aver trovato i nomi di 34 Grandi Rabbini, le loro date di nascita e quelle di morte all’interno del libro della Genesi. Questa ricerca rinnovò un interesse scientifico e popolare sul fenomeno dei codici nascosti che continua immutato ancora oggi e che ha prodotto una grande quantità di pubblicazioni.

Come vengono decodificati i messaggi segreti nella Bibbia? Nella sua formula più semplice, la ricerca utilizzava un sistema chiamato Sequenza Equidistante di Lettere. Il procedimento è di collocare tutte le lettere di un testo una vicino all’altra, senza spaziature ne punteggiature. Successivamente, effettuando salti uniformi tra la catena di lettere, si ottengono nuove parole.
Ci sono altri sistemi più complessi di decodifica, che utilizzano stringhe e matrici. Il risultato è molto simile ai puzzle nei quali, dato un quadrato pieno di lettere, si devono individuare le parole nascoste in senso orizzontale, verticale ed trasversale.

Weissmandl, ad esempio scoprì che prendendo la prima T nel primo verso del libro della Genesi e poi saltando 50 lettere tre volte, otteneva come risultato TVRH, che in ebreo significa Torah. Lo stesso risultato lo ottenne nel libro dell’Esodo ed in quello dei Numeri. Ricerche recenti hanno trovato riferimenti ad Hitler, al Mein Kampf e ad altri eventi storici. Tuttavia, autori dediti al sensazionalismo hanno in molte occasioni forzato il sistema, ottenendo parole, frasi e concetti nascosti di pura fantasia, svilendo l’originario obiettivo di Weissmandl e trasformando i Codici Nascosti in un fenomeno simile alle profezie di Nostradamus.

Mentre alcuni ricercatori hanno visto nei Codici Nascosti un modo per leggere nel destino, per altri la presenza di questi riferimenti ad eventi accaduti sarebbe semplicemente la testimonianza che la Torah è opera del Dio Onniscente, conoscitore del passato, presente e futuro.

Notevole è anche la schiera di scettici. Due matematici, Dror Bar-Natan e Brendan McKay furono tra i primi a rifiutare le ricerche di Witzum, Rips e Rosemberg. McKay dimostrò che con sistemi computerizzati si potevano trovare i riferimenti ai 34 Grandi Rabbini anche nel libro “Guerra e Pace” di Tolstoi. Altri esperimenti consentirono di trovare riferimenti nascosti alla morte di Lady Diana e all’11 Settembre addirittura nel romanzo “Moby Dick” di Melville.